Parco Aymerich: il parco urbano più grande della Sardegna

parco aymerich

Il Parco Aymerich si trova nel borgo di Laconi, nell’entroterra sardo, con i suoi 22 ettari di terreno si classifica come il parco urbano più grande dell’isola.

L’autore dell’autentica riserva naturale fu don Ignazio Aymerich Ripoll, appassionato di botanica, che importò piante rare a partire dalla metà del XIX secolo. Dal 1990 il parco è proprietà della Regione Autonoma della Sardegna che lo acquistò direttamente dalla famiglia Aymerich.

Siamo stati al parco Aymerich due sabati fa, per fortuna era una stupenda giornata di sole caldo, come capita spesso in Sardegna durante l’inverno.

Il nostro viaggio è iniziato verso le 9, Simo è passato a prendermi e ci siamo diretti a Furtei. Lì abbiamo incontrato, Dario, il cugino di Simo per poi dirigerci tutti insieme verso Laconi. Alle 11.30 eravamo arrivati a destinazione.

L’ingresso del parco si trova in cima a una piccola salita. Varcata la soglia si è presentato un piccolo bivio: noi abbiamo proseguito verso sinistra. Lungo la strada abbiamo incontrato, oltre alle diverse cavità naturali, anche varietà di pianete rare tra cui la pyracanta coccinea (unico ritrovamento in Sardegna), il leccio, l’olivastro, la roverella, la quercia da sughero, il bagolaro, il carrubo e le più svariate essenze mediterranee.

Continuando a camminare ci siamo ritrovati davanti ai resti del castello medievale datati XIII secolo, trasformati poi in prigione nel XVIII secolo. Salendo le scale dell’edificio più antico, a pianta rettangolare, si può osservare, dalle varie finestre tutte intorno all’edificio, la bellezza dello skyline di Laconi. Uno spettacolo da non perdere.

Proseguendo per il sentiero ci si ritrova nell’aerea pic-nic attrezzata con tavolini, panche e bar (aperto solo nella bella stagione), tutto circondato da una piccola cascata e un laghetto con un suo simpatico abitante: la nutria, che sguazza tranquilla tra le acque del lago, nonostante, le temperature non siano alte. Qui ci siamo seduti per consumare il nostro pranzo e fare due chiacchiere al sole.

Abbiamo poi continuato la nostra camminata tra lunghi viali alberati e gradini di pietra per raggiungere la Cascata Maggiore, grande punto di interesse del parco. Alta circa 12 metri viene chiamata così perché è la maggiore di altre cadute d’acqua presenti all’interno nel parco. Pur non essendo particolarmente alta è comunque molto suggestiva. Essa inoltre rappresenta un raro esempio di formazione di travertini di cascata.

Proseguendo ancora per il sentiero si arriva all’altra parte del parco dove è presente anche qui una caduta d’acqua. Successivamente siamo tornati indietro sul sentiero che abbiamo percorso perché erano già le 15 e il parco chiudeva alle 16.

Ma prima di andarcene, al bivio di ingresso, abbiamo preso l’altra strada per raggiungere l’albero più famoso all’interno del parco: il Cedro del Libano. Piantato all’interno del parco ne 1835 quando l’albero aveva già 6 anni di età e fu uno dei primi cedri del Libano ad essere introdotti in Europa. Le sue misure sono davvero imponenti: il fusto misura 415 cm e l’altezza supera i 25 metri.

Una volta aver visto questa bellezza siamo usciti dal parco, preso un caffè e ci siamo diretti verso casa.

Info utili:
Orari invernali: 8-16; orari estivi: 8-19.
Biglietto: ingresso gratuito, si può richiedere la visita guidata a pagamento.
Zona pic nic: come ho scritto prima, si può mangiare all’interno del parco ma è vietato lasciare rifiuti, quindi portate delle buste per il pattume.
Parcheggio: c’è un parcheggio gratuito alla base della salita per andare al parco ma non è tanto grande (e ci parcheggiano anche i residenti del paese), quindi se decidete di andare in periodi affollati vi consiglio di arrivare presto.

Spero che l’articolo vi sia stato utile e se visitate il Parco Aymerich fatemi sapere se vi è piaciuto.

Vi lascio qualche foto della giornata.