Tour Cinque Terre: non adatto ai deboli di polpaccio! (Parte 2)

cinque terre

Continua il racconto della mia amica Valentina sul suo viaggio “intensivo” alle Cinque Terre. QUI, trovate la prima parte.

GIORNO 2 – 31 OTTOBRE 2022

cinque terreSveglia intorno alle 7.00, colazione veloce in stanza con il caffè e le brioches messe a disposizione dalla struttura per poi scendere e cercare un posto dove fare una vera colazione e andare in spiaggia a fare un bagno veloce, pronta poi a ripartire.
La colazione ho scelto di farla alla Pasticceria Bar Laura. Senza particolare entusiasmo e una gentilezza ridotta ai minimi termini, giusto lo stretto necessario e senza un sorriso, sono stata servita di un cappuccino (non dei migliori) e di una fetta di torta monterossina (appena sfornata, ancora calda e molto buona). Il costo nella norma, 4,70 considerando che ho comunque preso una torta di pasticceria appena fatta e la porzione non era scarsa.
Fatta colazione mi sono diretta alla spiaggia sotto il mio alloggio e senza remore, date le temperature, mi sono pucciata in acqua e rimasta a mollo un po’ di minuti, per poi asciugarmi e tornare in stanza a prendere lo zaino e comunicare il check out.
Di Monterosso mi restava da visitare la statua del Gigante, che a parte vederla dalla spiaggia, altro non si può fare. Proseguendo si arriva in fondo ad un sentiero chiuso, da cui godere di un’ottima vista di tutta Monterosso.
Dopo un breve controllo degli orari dei battelli, mi sono diretta verso il molo avendo un certo anticipo. Ne ho approfittato per acquistare i biglietti senza folla e per scattare qualche foto un po’ diversa da quelle del paesaggio, sfruttando i colori delle barche.
Per riassumere, a Monterosso potrete vedere:
– La statua del Gigante
– La torre Aurora
– La statua di San Francesco
– La chiesa di San Francesco annessa al convento dei cappuccini
– La chiesa di San Giovanni Battista
– Il Santuario di Nostra Signora di Soviore, sito sulle colline di Monterosso, che non ho però visitato.
Un assaggio alla torta monterossina datelo, ne vale la pena.
Per la ricetta posso consigliarvi questo sito: https://www.lecinqueterre.org/cucina/tortamonterossina.php

cinque terreVernazza
Come per gli altri paesi, Vernazza è composta da mille caruggi che vi porteranno ovunque, per poi ritrovarvi nel posto da cui eravate partiti. Dalla piazzetta centrale in cui si arriva sbarcando con il battello, si allunga una strada centrale che porta alla stazione e ai lati si diramano i caruggi.
Quando sono arrivata a Vernazza era ormai ora di pranzo e il profumo di pesce si diramava in ogni angolino, rendendo ancora più caratteristica e sensoriale la permanenza.
Nel tentativo di resistere alla fame ho nel frattempo girato un po’. Innanzitutto, nella piazzetta principale, troverete (oltre ad un’acqua cristallina che vi farà venire voglia di tuffarvi, anche vestiti e con il cellulare in tasca) la chiesa di Santa Margherita d’Antiochia. Personalmente non ho molto interesse per le chiese e simili e l’interno non mi ha trasmesso alcunché. Proseguendo per le scale subito affianco alla chiesa ci sarà un piccolo e breve percorso affacciato sul molo da cui potrete goderne la vista e, se attrezzati, arrivare ad un punto dove fare il famoso bagno vestiti con cellulare in tasca.
cinque terreTornando indietro e dalla parte opposta alla chiesa potrete raggiungere (io ci sono arrivata per puro caso) il castello Doria. L’ingresso è a pagamento, 2,00 euro e dalla cima avrete Vernazza e il mare a disposizione di sguardo.
Dopo aver combattuto con la fame per un’altra mezz’ora, la voglia di un cono di pesce fritto con tutto dentro non era più gestibile. Dopo essermi fatta un’idea di dove poterlo prendere, ho deciso di fermarmi da Batti Batti, dove, dopo un po’ di coda, ho potuto avere il mio cono di pesce fritto (con uno di tutto per davvero) al costo di 12 euro (per un cono grande). Batti Batti potete trovarlo quasi in cima a via Visconte, la via principale.
Se avete un po’ più tempo vi consiglierei di pranzare al Ristorante Belforte, nel quale non sono stata, ma già la sua posizione a picco sul mare vale molto.
Dopo aver mangiato il mio cono al molo, dato l’orario e data la stanchezza mi sono diretta verso la stazione per prendere il treno per Corniglia. Inutile dirvi la quantità di gente in attesa sui binari.
Cosa vedere a Vernazza:
– La chiesa di Santa Margherita d’Antiochia
– Il castello Doria (costo 2,00 euro)
– Ex convento dei Frati

cinque terreCorniglia
Corniglia è l’unico dei cinque paesi che non è raggiungibile via mare, essendo inerpicato in cima a un promontorio. Per raggiungerlo, una volta usciti dalla stazione, si può fare la strada normale (aspettando eventualmente anche l’autobus) o, se ve la sentite, affrontando via Lardarina e i suoi tanti scalini (22 rampe e 377 scalini).
Dei cinque è il più “selvatico”, meno affollato e più genuino. Alcune informazioni dicono che Corniglia sia più economica per alloggiare, purtroppo non posso darne testimonianza come raccontato nelle peripezie del primo articolo.
Personalmente Corniglia è quello che mi è piaciuto meno, ma temo che complice sia stata la stanchezza di queste due giornate intense e la fretta di tornare in stazione per non perdere il treno del ritorno. Ci tornerò sicuramente, con più tranquillità per visitarla con calma e viverla un po’ di più.
Cosa vedere a Corniglia:
– La chiesa parrocchiale di San Pietro
– L’Oratorio dei Disciplinati di San Caterina

Giunti alla fine del mio racconto, posso dirvi che se avete bisogno di immergervi in realtà ormai fuori dal tempo, fatte di moli, pescatori e pescherecci annodati nelle reti da pesca, le Cinque Terre sono tra i posti ideali. Nei due giorni in cui ci sono stata io erano tutti molto affollati, ma il tempo era spettacolare e con un ponte di mezzo era prevedibile. In periodi più calmi troverete sicuramente più facile immergervi in queste piccole realtà, così lontane dal caos della vita di tutti i giorni.
Troverete colori, suoni e odori suggestivi, che vi faranno riscoprire vite ormai passate.

Spero che il mio viaggio alle Cinque Terre vi sia piaciuto. Alla prossima!

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