Sardegna On The Road

Su Nuraxi: area archeologica di Barumini

Su Nuraxi di Barumini è situato nell’omonimo paesino, nella Marmilla, nel centro Sardegna, molto famoso, ricco di tradizione e antichi pezzi di storia sarda.

Su Nuraxi di Barumini: cenni storici
L’area archeologica di Barumini risale a circa 3500 anni fa e comprende il complesso di Su Nuraxi.
In origine era presente solo una collina alta 10 metri dove troneggiava il nuraghe, chiamato dagli abitanti del paese “Bruncu Su Nuraxi” (tradotto come “la Collina del Nuraghe”).
L’archeologo Giovanni Lilliu, originario di Barumini, richiese e ottenne, nel 1951, i fondi per iniziare gli scavi nella zona e iniziare a studiare il nuraghe ma la vera scoperta fu trovare, nelle terre dove i contadini coltivavano la terra, altre 200 costruzioni: i resti di un intero villaggio nuragico.
L’area archeologica di Barumini è un luogo unico nel suo genere tanto che, nel 1997, l’UNESCO lo riconosce come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Su Nuraxi di Barumini è il luogo dove l’antico popolo sardo visse per quasi 2000 anni, dal XVI secolo a.C. fino al III secolo d.C. Infatti sono presenti numerose strutture di epoche diverse, ma l’edificio più antico resta Su Nuraxi costruito nell’età del bronzo, successivamente si sviluppò il villaggio attorno.

L’aspetto originario de Su Nuraxi ricorda molto un castello, come molti di essi, poteva essere utilizzato come centro di potere e di controllo di un territorio ma normalmente aveva funzione abitativa, il popolo sardo viveva pressoché in pace, e in secondo luogo, una volta che perse la parte superiore, era utilizzato per scopi religiosi e di culto. Successivamente, in epoca romana, usarono il nuraghe, ormai dismesso, come cimitero per i morti. Questo fu l’ultima funzione pratica di Su Nuraxi.

In tutta l’isola, fra nuraghi grandi e piccoli, si contano circa 8000 pezzi ma nemmeno uno di essi ha conservato la parte superiore. Quindi: come si fa a sapere che in origine fossero di una determinata forma? Perché sono state ritrovate centinaia di statuette a forma di nuraghe.
A Barumini, è stata ritrovata una statuetta in pietra raffigurante una singola torre, nonostante sappiamo che il Nuraghe ne conta attualmente 5, anche se in origine erano 7.
Durante gli scavi degli anni ‘50, vennero ritrovati decine di pezzi mancanti della parte superiore del nuraghe. Alcune di queste pietre, con peso medio tra i 12-13 quintali l’una, sono riposte nell’area archeologica e sono visitabili.

L’età del bronzo fu un’epoca molto prospera per la Sardegna sia in termini di economia, di cultura, di allevamento, di commercio, di pesca e di agricoltura sia anche di materie del sottosuolo come rame, argento e piombo. Vennero costruiti quasi 10.000 architetture tra nuraghi, templi e tombe dei giganti. I nuraghi venivano visti dai sardi come simboli di potere, proprio per questo si impegnavano tanto nella costruzione di questi edifici. Inoltre, la Sardegna risultando proprio al centro del Mediterraneo era il punto focale dei crocevia delle navi che trasportavano ogni genere di merce. Questo permise alla Sardegna di svilupparsi ancora di più.

Ma alla fine dell’età del bronzo, l’area del Mediterraneo fu colpita da una grande crisi, causata dalla siccità, dalle grandi catastrofi naturali e infine fu un periodo di terribili guerre. Di lì a poco i sardi iniziano a non costruire più i nuraghi, abbandonandoli. A causa di questa lunga crisi, non avevano più le risorse sufficienti da investire nella costruzione. La civiltà nuragica, però, proseguì per altri 500 anni.

Su Nuraxi di Barumini: villaggio nuragico
Ai piedi del nuraghe è presente un villaggio nuragico costruito in diversi periodi storici.
La prima capanna mostrata, risale all’età del bronzo. Costruita con una base circolare fatta in pietra e un tetto conico realizzato con dei pali ricoperti di rami. Al centro era sempre presente lo spazio per il focolare, nel quale è stato posto, dagli archeologi, l’antico strumento utilizzato per macinare il grano, vecchio di 3000 anni. Tutte le case di forma circolare appartengono al primo villaggio dell’età del bronzo.

Successivamente abbiamo visitato una casa dell’età del ferro, del IX secolo a.C. Decisamente diversa in confronto alla precedente. Una delle case più grandi, al suo interno, conta sette stanze. Di queste, si riconosce la cucina, con i resti del caminetto e una piccola stanza, molto importante, dedicata al culto e alla preghiera, una sorta di cappella privata. In questa stanza era presente un sedile circolare con al centro un contenitore per l’acqua. Celebravano i riti legati alla divinità femminile, la dea madre, per la fertilità della terra e per l’incremento dell’agricoltura. In tutte le case dell’età del ferro è presente una stanza come questa o, perlomeno, simile.

Le prime case iniziarono ad essere costruite a partire dal IX-VIII secolo a.C quando il nuraghe era già in rovina. Questo si sa perché il villaggio è stato creato con centinaia di pietre riciclate dal nuraghe stesso.

Prima di continuare, ti consiglio un’altra area archeologica sempre del Sud Sardegna: Antas con i resti di un tempio punico-romano, nel comune di Fluminimaggiore.

Su Nuraxi di Barumini: muraglia difensiva
Con il nuraghe, venne costruita anche una poderosa muraglia difensiva, con un’altezza di circa 8 metri e circondata da altre 7 torri. Tutte le torri erano dotate di 2 file di piccole finestre per il controllo e la difesa. Per costruirle veniva utilizzato maggiormente il basalto, una pietra lavica, che in questo territorio si trovano solo sull’altopiano della Giara (fronte all’area archeologica). Per trasportare i massi più grossi sfruttavano soprattutto i buoi con l’aiuto delle corde ma non si è ancora scoperto come facessero a issare queste pietre, che pesano fino a 3 tonnellate l’una, sulla muratura del nuraghe e delle torri.

Non avendo documenti dell’epoca e nessuna testimonianza, i sardi si inventarono una storia.
Si dice che la Sardegna al tempo dei nuraghi era abitata da un popolo di giganti che aiutò nella costruzione dei nuraghi. A questa storia si collega un altro racconto, secondo il quale, alla morte dei giganti venivano seppelliti dentro grandissime tombe chiamate le Tombe dei Giganti. In Sardegna se ne contano circa 800. Le tombe dei giganti venivano costruite dagli stessi nuragici e venivano usate come tombe collettive. È stato confermato che la popolazione sarda era di taglia normale e non gigante.
Quindi come hanno fatto a costruire le torri e il nuraghe? Si suppone che, come le piramidi, facessero delle rampe di terra dove circa 50 uomini con robuste corde potessero trascinare le pietre sulla muratura. In questo tipo di costruzione non veniva utilizzato nessun tipo di malta anche perché venne inventata 1500 anni più tardi dai romani. Quindi per garantire più solidità alla struttura, usavano diversi sistemi, il più importante la proporzione tra spessore murario (6-7 metri) e altezza (18 metri). Un altro sistema che evitava che questi blocchi così irregolari si muovessero è che negli spazi vuoti venivano inseriti dei cunei di pietra con la forza. Nella fase finale, a riempire tutti gli spazi vuoti che restavano, inserivano dell’argilla mista a pietrame di piccole dimensioni. Questo materiale stabilizzava la struttura e la rendeva impermeabile.

Su Nuraxi di Barumini: l’interno
I nuraghi, in Sardegna, erano riservati alla popolazione ”d’élite”.
Il nuraghe è costruito a 8 metri di altezza e, i sardi, per accedervi utilizzavano una scaletta in legno in modo che in caso di pericolo potessero ritrarla velocemente.
Procedendo siamo arrivati alla porta d’ingresso che per ragioni di sicurezza è stata costruita molto bassa, quindi bisogna stare attenti alla testa quando si passa attraverso.
Successivamente, in cima al nuraghe, alla fine di una passerella, abbiamo attraversato il passaggio originale che veniva utilizzato dai sardi per entrare all’interno della torre maggiore (chiamata “mastio”), è un corridoio lungo 8 metri dove alla fine del quale ci sono sei gradini molto ripidi. Qua bisogna stare molto attenti per evitare brusche cadute.

Il nuraghe presenta al centro una falda sotterranea, tutt’oggi attiva, che permetteva al popolo di essere riforniti d’acqua. Questo è il motivo per il quale il nuraghe venne costruito proprio in quel punto.
Nei primi 300 anni, Su Nuraxi, aveva un ingresso diretto al piano terra ma, circa nel XII secolo a.C., venne murato e rivestito con un muro di tre metri di spessore.
In seguito, vennero fatte altre modifiche come la costruzione della nuova porta in alto (quella che abbiamo utilizzato per accedere) e vennero chiuse le due file delle piccole finestre presenti all’interno delle torri difensive. I buchi rimasti vennero utilizzati come ripostigli, dove durante gli scavi, trovarono armi in bronzo perfettamente conservate.

Su Nuraxi di Barumini: le torri
La visita termina con l’ultimo racconto che riguarda la torre maggiore.
La visita delle torri parte da quella maggiore con la sua architettura tipica a cupola, alta 20 metri. In origine era divisa su 3 piani, 3 stanze a cupola una sull’altra e comunicanti tra loro. Attualmente 2 delle 3 sono ancora intatte ma è visitabile solo il piano terra. Per raggiungere il 1° e 2° piano usavano una scala ricavata all’interno dello spessore murario. Anche le 4 torri che sono inserite in linea con i punti cardinali, hanno la stessa conformazione a cupola e sono visitabili in autonomia.

Tra il 500 e il 900, i sardi produssero centinaia di statuine in bronzo che raccontano tantissimo sulla civiltà nuragica, sulla gente e la popolazione. Con queste statuine sono state rappresentate tutte le figure appartenenti alla società nuragica, dalle persone più umili alle più ricche. Grazie a queste conosciamo anche alcuni aspetti della vita quotidiana per esempio gli artigiani e i loro attrezzi, i minatori, le armi, l’abbigliamento, il viso e addirittura come portavano i capelli.

Da qui in poi, una volta tornati in superfice si può visitare il villaggio nuragico in autonomia sempre facendo molta attenzione. E ci siamo diretti a Casa Zappata.

Info utili
Le visite, per motivi di sicurezza, sono solo guidate (ad opera della Fondazione Barumini Sistema Cultura), hanno la durata di circa un’ora e partono ogni 30 minuti. Inoltre è possibile richiedere il tour in 5 lingue diverse: italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.

Orari:
tutti i giorni, dalle 9.00 fino ad un’ora prima del tramonto.

I biglietti possono essere acquistati direttamente in loco o inviando una mail a [email protected] o chiamando il numero 070 9368128.
Costi:
– adulti (dai 18 anni in su): € 15,00
– ragazzi (dai 13 ai 17 anni): € 13,00
– bambini (dai 7 ai 12 anni): € 10,00
È possibile avere una tariffa ridotta (€ 8,00) nel caso in cui il complesso nuragico sia visitabile solo in parte a causa di condizioni climatiche avverse.
Durante la stagione estiva è possibile visitare Su Nuraxi di Barumini anche con una speciale visita notturna.
Il biglietto è valido per l’intera giornata e dà diritto a visitare l’area archeologica di Barumini, Casa Zappata (a 700 metri) e il Centro Giovanni Lilliu (a 200 metri).

Inoltre, grazie sempre a questo biglietto è possibile accedere alla promozione del bar per avere il pranzo scontato. Se non bastasse, a 5 minuti dall’area archeologica, è presente l’Agriturismo Su Nuraxi con prodotti a km 0.
Contatti: 070 9368305/348 9129596 – [email protected] – www.sunuraxi.it

Ti chiedo la cortesia di lasciarmi una recensione di 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ in basso a destra, se hai trovato interessante il mio articolo e per qualsiasi curiosità scrivimi nei commenti.

Mi raccomando non dimenticarti di seguirmi su Instagram. Ti spetto!

1,0 / 5
Grazie per aver votato!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *