Galleria Villamarina: salto nel passato!

galleria villamarina

Questi giorni sto cercando di farvi scoprire qualcosa in più riguardo alla città di IGLESIAS, oggi voglio parlarvi della Galleria Villamarina di Monteponi. La Galleria Mineraria che più delle altre fa rivivere la vita del minatore. L’abbiamo visitata il 29 maggio 2022, nella Giornata Nazionale delle Miniere.

galleria villamarinaLa Galleria Villamarina è stata scavata nel 1852 per estrarre minerali, nel corso degli anni subì numerose modifiche. È posta 174 metri sopra il livello del mare ed è visitabile solo per 600 metri ma complessivamente è lunga 5 km. Prende il nome dal Marchese Villamarina, viceré del Regno di Sardegna.

All’interno della galleria i minerali ricercati erano il piombo, il primo in assoluto da recuperare, e lo zinco, che venne ricercato solo dal 1865, quando Francesco Sartori capì le potenzialità di questo minerale nella realizzazione di leghe e lamiere.

galleria villamarinaPercorrendo la Galleria Villamarina s’incontrano i due pozzi principali, collegati tra loro:
Il Pozzo Vittorio Emanuele: l’accesso principale dei minatori al sottosuolo, trasportava personale e produzioni, lo iniziarono nel 1863, raggiunse la profondità di 100 metri sotto il livello del mare. All’interno è ancora presente l’argano che serviva al pozzo, per far muovere “la gabbia” che conteneva uomini e minerali.
Il Pozzo Sella: scavato nel 1874, serviva per estrarre la troppa acqua presente nel sottosuolo della miniera di Monteponi, che impediva la coltivazione dei minerali presenti a 70 metri sopra il livello del mare. È stato progettato dall’Ingegner Adolfo Pellegrini che voleva creare un pozzo capace di estrarre l’acqua e lo attrezzò con due grosse pompe da 500 cavalli a vapore ma non diede i risultati sperati. Negli anni 50 venne abbandonato.

Fino al 1940 tutte le macchine che muovevano i minerali all’interno della miniera andavano su binari, funzionavano ad aria compressa, molto lenti e poco pratici. Negli anni 50 vengono sostituite dalla Pala Montevecchio, meglio conosciuta come Pala Gommata. Prese il nome di Pala Montevecchio semplicemente perché è stata creata a Montevecchio poi il progetto e il brevetto vennero acquistati da una società svedese e divenne un colosso in tutto il mondo.
In tutte le città sarde dove erano presenti dei minerali attivi, come ad Iglesias, erano presenti delle officine “autorizzate” alla modifica di queste macchine, trasformate e adeguate alla vita della miniera.

La Galleria comunica all’esterno tramite due imbocchi che spuntano nel piazzale omonimo, dove prendono il nome di Asilo e Suore.
Le denominazioni derivano dalla presenza vicina di un asilo edificato nel 1920 e dedicato a Renzo Sartori, dodicenne deceduto per una setticemia nel 1918, nonché figlio del direttore della miniera Francesco Sartori. L’altro ingresso prende il nome dai locali abitati dalle suore della Carità che curavano l’assistenza nel vicino Ospedale della miniera.
All’epoca vennero costruiti anche una Chiesa e la Caserma dei Carabinieri, ancora presenti e ristrutturati.

La Galleria è stata ufficialmente chiusa nel 1968.

INFO UTILI: durante l’arco dell’anno si può visitare la Galleria Villamarina gratuitamente in occasione di Monumenti Aperti e della Giornata Nazionale delle Miniere, come abbiamo fatto noi.
Altrimenti i prezzi sono:
– intero: 10.00 €
– ridotto (ragazzi dai 6/12 anni e senior +65): 6.50 €
– gruppi (almeno 20 adulti paganti): 8.00 €
– scuole: 6.50 € (non acquistabile online)
Il biglietto è:
– acquistabile on line
– nella biglietteria presso l’Ufficio del Turismo di Piazza Municipio a Iglesias
– nella biglietteria del sito
Si consiglia di presentarsi con 15 minuti di anticipo presso la biglietteria per il controllo/acquisto del biglietto e la consegna dei caschi. L’accesso è a piedi e la visita dura circa un’ora. Vivamente consigliata una giacca anche durante i tour estivi.

Per informazioni:
Ufficio del Turismo
Piazza Municipio, 1 – 09016 Iglesias – CA
Tel. 0781.274507 – Mail: [email protected]

La visita mi è piaciuta molto. Guida turistica molto esperta e preparata.
Vi consiglio di farci un pensierino, scoprire i vecchi mestieri e come lavoravano i nostri nonni è veramente interessante.