Crea sito

Castello di Acquafredda: ritorno al XIII secolo

Qualche giorno fa, Dario, il cugino di Simo, ci ha proposto di andare a vedere il Castello di Acquafredda a Siliqua. Così abbiamo prenotato il biglietto dal sito ufficiale: 5€ a testa + 1€ per il preordine dal sito. Se volete anche la guida che vi spieghi la storia di questo castello, man mano che si prosegue, il costo del biglietto è 7€.

Il Castello di Acquafredda sorge in cima a un colle di origine vulcanica, in mezzo alla valle del Cixerri, nella parte sud-occidentale della Sardegna, da sempre luogo di misteriose leggende.

Il Castello di Acquafredda fu costruito dai Donoratico della Gherardesca quando acquisirono il possesso del sud-ovest della Sardegna. In effetti, il conte Ugolino dei Donoratico, signore del Cagliaritano, ne divenne proprietario nel 1257, ma la fortezza è precedente, citata in una bolla papale del 1215. Dopo la morte di Ugolino (1288), passò a Pisa, poi agli Aragonesi (1324) e in seguito da un feudatario all’altro fino a essere riscattata da Vittorio Amedeo III di Savoia nel 1785.

La mattina del 2 giugno, siamo partiti verso le 9.30. Lungo la strada, arrivati nel territorio di Siliqua, sono presenti dei cartelli che indicano il Castello ma per non correre il rischio di sbagliare strada abbiamo impostato il navigatore. Da Iglesias, ci vogliono circa 25 minuti per arrivare.

Ai piedi del colle, a pochi chilometri dal Castello, lo si vede già troneggiare sulla cima.
Alla base del sentiero per raggiungere il Castello di Acquafredda, si trova un’area picnic molto carina circondata da alberi di Pino e Abete, un piccolo bar e la biglietteria.
Tutto il sentiero è esplicitamente indicato da dei cartelli che spiegano i punti che si visitano e che tipo di fauna è presente nel territorio.

Per arrivare in cima, ci abbiamo messo circa un’ora e quaranta. Lungo la scalata ci siamo fermati a fare foto e video in più punti, ma credo sia impossibile non fermarsi con i paesaggi che si incontrano salendo sempre più verso la cima.

Il Castello è articolato in tre livelli. Nella prima parte del sentiero, abbastanza leggero, sono situati i resti di un piccolo Borgo che comprendeva una serie di ambienti atti ad ospitare servi, truppe, stalle e magazzini. Tutto difeso da una cinta muraria merlata munita di torri che si snoda sui pendii del colle per circa 80 metri. Le mura sono quasi del tutto distrutte, altre invece tenute decentemente, come le feritoie dove i balestrieri si appostavano per tenere d’occhio i nemici.

Proseguendo il sentiero verso il secondo livello, troviamo i resti ben conservati della Torre Cisterna, composta da tre vani che potevano essere interamente riempiti d’acqua. Era una delle più grandi dell’epoca. Il nome Acquafredda, non a caso, deriva da una sorgente che sgorga dalle rocce del colle. Da questo punto in poi la salita diventa un po’ più “faticosa” non tanto per la pendenza ma per la lunghezza e le scalinate presenti.

Una volta arrivati al punto più alto che è permesso raggiungere, il terzo livello a circa 256 metri sopra il livello del mare, si trova il Castello vero e proprio anche se in avanzato stato di degrado nonostante i ripetuti restauri. Il paesaggio che si presenta alla fine della scalata ripaga di tutto lo sforzo fatto. La discesa è durata circa 20-25 minuti, ben meno della salita. 😂 

Una volta tornati alla macchina, ci siamo diretti in città per pranzare ma non vi dico dove che, credetemi, non ne è minimamente valsa la pena. 😣

La visita al Castello di Acquafredda è stata piacevole e vi consiglio di visitarlo se passate di qua o se siete delle zona ma non ci avete mai fatto un salto. 😄

INFO: dopo avervi consegnato i biglietti, vi daranno un flyer con degli sconti per altri siti archeologici tipo il Tempio di Antas a Fluminimaggiore, il Museo del Carbone a Carbonia e tanti altri.

Buon viaggio e buona luce!