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Casa Zapata e la sua storia: Su Nuraxi ‘e Cresia

Casa Zapata è un’abitazione storica fatta realizzare nel 1541.

È situata nel comune di Barumini, un paesino pieno di storia e ricco di monumenti storici risalenti a più di 3000 anni fa.

Dopo l’aerea archeologica di Su Nuraxi, abbiamo fatto visita al Polo Museale di Casa Zappata, compreso nel costo del biglietto.

L’area archeologica di Su Nuraxi di Barumini è unica nel suo genere.

Questo complesso museale è diviso in 4 sezioni. In questo caso la visita procede in autonomia dopo una piccola introduzione effettuata dalle preparatissime guide turistiche della Fondazione Barumini Sistema Cultura.

Le prime due sezioni che abbiamo visitato sono la storico-archivistica, composta da due stanze: nella prima è presente l’esposizione regionale delle “Launeddas”, un antico strumento musicale sardo realizzato con canne palustri. Nella seconda stanza invece è presente un’esposizione che contiene il patrimonio documentario e fotografico che racconta la storia della Famiglia Zapata.

La terza parte che abbiamo visitato è la sezione etnografica: un piccolo museo che si espande per solo una stanza e racconta la storia degli antichi oggetti di uso comune della popolazione di Barumini.

Mentre la sezione più bella e interessante, è la parte archeologica dove abbiamo scoperto com’è venuto alla luce Su Nuraxi ‘e Cresia.

Casa Zapata
Questa dimora fatta erigere dalla famiglia Zapata, di origine aragonese, risale alla fine del 1500 d.C. I membri di questa famiglia arrivarono in Sardegna nel 1323 e si stabilirono a Cagliari.
Il capostipite della famiglia di allora, Don Azore Zapata, nel 1541 acquistò la Baronia di Las Plassas, Villafranca e di Barumini. Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, fece costruire il palazzo con annesso un grande giardino.
In realtà l’edificio veniva utilizzato come residenza secondaria ma nonostante questo il palazzo venne utilizzato per un bel lasso di tempo, circa 400 anni.

L’ultima baronessa di questa famiglia, Donna Concetta Ingaro Zapata, morì nel 1980 e i beni passarono ai nipoti. Nel 1987, dopo qualche anno di abbandono dell’abitazione, il comune di Barumini ne acquistò la proprietà con l’intenzione di realizzarne un museo. Nel 1990, iniziarono i lavori di ristrutturazione del palazzo, ignari del tesoro che si nascondeva all’interno. I lavori di restauro vennero immediatamente bloccati, per la scoperta di un imponente nuraghe complesso situato nelle fondamenta di Casa Zapata. Poco dopo, iniziarono i lavori di scavo, che sono in corso tutt’oggi.
Per portare avanti questo progetto museale, non compromettere l’edilizia del palazzo e per rendere fruibile la visita del complesso nuragico, sono state installate delle passerelle sopraelevate con pavimento in vetro, sorrette da delle catene in acciaio ancorate alle pareti dell’abitazione.

Su Nuraxi ‘e Cresia: un salto nella storia
Il nuraghe, era presente nelle fondamenta della casa, già da oltre 3000 anni.
Dagli scavi è emerso che si tratta di un nuraghe complesso trilobato, costituito da una torre centrale (chiamata “mastio”) e tre torri laterali. I resti della torre centrale e della torre Est, risultano essere all’interno della casa mentre la torre Sud e Ovest risultano all’esterno del palazzo. Inoltre questo nuraghe ha una particolarità: dispone di due cortili, posti uno internamente e uno esternamente.

Il nome “Nuraxi ‘e Cresia” (il Nuraghe della Chiesa) deriva dal fatto che proprio in prossimità di Casa Zapata sorge la Chiesa della Beata Vergine Immacolata, con accesso diretto dal giardino dell’abitazione. La chiesa risulta un po’ più recente, dei primi decenni del 1600.

Prima di terminare, ti consiglio di fare una visita all’area archeologica di Antas, con i resti di un tempio punico-romano, nel comune di Fluminimaggiore.

Su Nuraxi ‘e Cresia, a differenza di Su Nuraxi di Barumini, è costruito con blocchi poligonali di grandi dimensioni, in marna locale, una pietra calcarea che si presta più facilmente ad essere lavorata essendo più tenera ma anche meno resistente. Infatti, i blocchi di Su Nuraxi ‘e Cresia presentano varie spaccature. I materiali più antichi ritrovati risalgono al 1300 a.C.

Nella sezione archeologica, oltre al complesso nuragico, è presente un’esposizione di reperti ritrovati nell’area archeologica di Su Nuraxi di Barumini, restaurati e inserite all’interno di teche di vetro, presenti in tutto il percorso, e corredati da una piccola ma esauriente spiegazione.

L’ultima tappa della visita a Barumini è stata la Parrocchia della Beata Vergine Immacolata, che si suppone sia stata costruita grazie al sussidio della Famiglia Zapata e si trova a pochi metri dal Polo Museale Casa Zapata.

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